EDITORIALE

 

 « Cosa è la scienza ? » chiede Socrate

« Mi pare che quello che sa una cosa sente quello che sa e, per quanto posso giudicare in questo momento, la scienza non è altro che la sensazione. »   risponde Théétête.

 

Come definire meglio il nostro ultimo congresso « scientifico » di Piacenza (oppure in francese Plaisance), città di cui il nome stesso è tutto un programma.

Nel quadro storico della capella ducale del Palazzo Farnese ove i papi hanno pregato, una vera comunione si è instaurata tra i nostri presidenti di onore Yves COTREL, Jean DUBOUSSET e l’assistenza.

Durante questi tre giorni intensi, isolati dal mondo esterno da muri e ponte levatoio, abbiamo potuto riflettere alla nostra arte.

L'arte, abilità dell'uomo, si distingue dalla scienza come il potere della conoscenza.

L'arte si distingue anche dal lavoro come un'occupazione liberale piacevole in sé, si distingue dal lavoro, è da dire un'occupazione penosa.

I libbri, Internet... costituiscono una massa considerevole di conoscenza che permette di acquisire un lavoro ; ma solo congressi come questo che abbiamo appena vissuto possono trasformare il medico o il kinésiterapista "in un uomo dell'arte".

 

Grazie ancora a Piera LUSENTI ed al Centro Europeo della Colonna Vertebrale - Italia per questi momenti indimenticabili.

Grazie ai direttori delle due tavole rotonde Claudio LAMARTINA e Matteo PENNISI; hanno saputo perfettamente equilibrare kinesiterapia, attrezzatura e chirurgia.

Grazie agli altri membri del comitato scientifico: Giuseppe COSTANZO, Paul DUCONGE, Gianni SCIASCIA per questo programma di qualità.

Grazie ai 35 oratori che hanno saputo nonostante un orario rigoroso perfettamente rispettato, mostrarci tutto ciò che era possibile fare per i nostri pazienti.

Grazie all’Onorevole Biagio TATO, Senatore della Repubblica Italiana per avere conciliato politica ed umanismo.

 

Ed è a Jean DUBOUSSET che affideremo la parola della fine: "Ecco la conclusione, il nostro lavoro è molto difficile, i discorsi così belli siano volano, gli scritti restano e sono iscritti sulla carta o sul cd rom, ma in realtà solo lo spirito che ho provato di trasmettervi può diffondersi liberamente".

 

Jean-Claude de MAUROY